Pisa è stata una delle prime città universitarie a possedere una Scuola Anatomica: l’insegnamento dell’Anatomia Umana iniziò per volontà di Cosimo I dei Medici che fece costruire un Teatro Anatomico. In quel periodo, il famoso Andrea Vesalio (1514-1564), considerato il padre dell’anatomia moderna, fu chiamato a Pisa per effettuare dissezioni. Furono queste le basi per la nascita del Museo di Anatomia Umana a Pisa.

Il Museo fu inizialmente allestito agli inizi dell’Ottocento da Tommaso Biancini, dissettore e professore di Anatomia. Dal 1834 Filippo Civinini, a cui il museo è intitolato, ne continuò l’opera di sistemazione e catalogazione e lo inaugurò con il nome di Gabinetto Anatomico. Nel 1841 i preparati conservati erano già 1327. Il museo conserva oggi circa 3400 reperti anatomici suddivisi in varie sezioni (osteologia, angiologia, splancnologia, embriologia), e preziose raccolte archeologiche: oltre alla mummia egizia con sarcofago, proveniente da una spedizione effettuata agli inizi dell’Ottocento, sono conservate le mummie e i corredi funerari precolombiani appartenenti alle culture preincaiche Chimù e Chancay (XII-XVI sec), raccolti da Carlo Regnoli (1838-1873) nella seconda metà dell’Ottocento.

L’esposizione museale è completata dalla Galleria de Busti, con gessi di antichi anatomisti, e dalla Galleria Mascagni, dove sono esposte le tavole anatomiche di Paolo Mascagni (1755-1815)

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